25.09.99
La colonia popolare autogestita di Tototitla

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La colonia popolare autogestita di Tototitla

 

La colonia popolare di Tototitla é situata a ridosso di città del Messico.Ospita 120 famiglie per un totale di 600 abitanti. E’ sprovvista di acqua potabile mentre la corrente elettrica viene fornita ad ogni baracca attraverso l’esproprio dalla rete pubblica. Le abitazioni di questa colonia sono costruite in lamiere e cartone e nei mesi invernali le notti sono particolarmente rigide.

Gli unici a lavorare sono gli uomini: edili, scaricatori, operai generici. Le condizioni di lavoro sono infami: la maggioranza dei lavoratori sono eventuales (precari), quando ci si assenta per un giorno per ragioni di salute il padrone trattiene  il salario di due giornate lavorative, il salario medio per dieci ore giornaliere si aggira tra i 20-50$ (200-500 pesos) settimanali. Siccome il salario é mediamente insufficiente per mantenere una famiglia lo straordinario permanente é la routine (13-14 ore di lavoro ogni giorno). Una liquidazione media maturata in 10 anni di lavoro si aggira intorno ai 100$ (1000 pesos).

Il governo ha cercato e cerca di infiltrare la colonia per controllare ed individuare i militanti, conoscere in anticipo le azioni programmate dalla assemblea, ecc.

Per questa ragione l’assemblea della colonia ha istituito un servizio di vigilanza permanente degli accessi alla colonia.

L’assemblea elegge (con diritto di revoca) sei gruppi di persone che si impegnano nella gestione delle questioni collettive e nella relizzazione delle decisioni prese in assemblea. Vige un regime di reciproco controllo basato sulla critica fraterna e costruttiva nel caso si verifichino manchevolezze rispetto agli impegni presi.

Ogni domenica (unico giorno festivo disponibile), l’assemblea della colonia si riunisce per prendere decisioni di interesse collettivo, e verificare o discutere il lavoro svolto. Le proposte per lo svolgimento del lavoro comunitario vengono preparate dai responsabili e vice-responsabili dei 6 gruppi il sabato e discusse dall’assemblea.

Gli abitanti della colonia popolare di Tototitla sono tutti ex-braccianti emigrati dalla campagna (dove il salario medio oscilla tra i 1,5$ e i 2$ giornalieri) alla città. L’immigrazione interna che in Messico ha prodotto una capitale sovraffollata da circa 25.000.000 milioni di abitanti, é tutta fatta di storie come quella dei compagni di Tototitla, braccianti o piccoli produttori schiacciati dai debiti, in fuga dalla morte per fame e dallo sfruttamento disumano per approdare ad una precaria sopravvivenza in città.

La gestione corporativa della società attuata dal PRI-governo arriva, senza scrupoli, a strumentalizzare e controllare alcune di queste colonie per fomentare la divisione ed impedirne l’autorganizzazione.

 
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